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Disturbi alimentari: Terapia Breve Strategica a Firenze, Parma e Montevarchi (Valdarno)

Trattamento di disturbi alimentari: Anoressia e Bulimia

 

Psicologo Psicoterapeuta per disturbi alimentari a Firenze, Parma e Montevarchi (Valdarno)

 

L’Approccio Breve Strategico ha strutturato un complesso insieme di tecniche e protocolli per superare i Disturbi Alimentari, in tutte le loro varianti. Tale approccio mostra un alto grado di efficacia ed efficienza, anche se i disturbi alimentari, per loro natura, si costituiscono come problematiche decisamente debilitanti per la persona e la famiglia.

Se perdurano nel tempo, essi tendono a inibire o bloccare lo sviluppo di capacità individuali relazionali o lavorative; risulta quindi particolarmente importante un intervento tempestivo, al primo manifestarsi dei segni della malattia, in grado di rimettere la persona in piedi, in un percorso di vita adatto alla propria età (spesso l’esordio si verifica in età adolescenziale) e alle proprie risorse e talenti.

 

Anoressia

 
Si tratta di un disturbo del comportamento alimentare caratterizzato dal rifiuto del cibo causato da una immagine corporea di sé come costantemente grasso/a (il maschile è d’obbligo dato che in tempi recenti si osserva un aumento della casistica di sesso maschile). Nella versione sacrificante l’anoressia è legata ad un conflitto o ad una fase di transizione familiare (tipicamente la separazione dei genitori), nella versione astinente è predominante una anestesia emotiva e relazionale che va di pari passo con l’anestesia dalle sensazioni piacevoli legate al cibo.

Spesso l’esordio avviene durante l’adolescenza, come accade anche negli altri tipi di Disturbi Alimentari (vedi approfondimento). La paura è quindi legata all’immagine corporea, ma anche alle relazioni con gli altri, alle emozioni e alle sensazioni piacevoli. La persona che soffre di anoressia si protegge, dunque, da sensazioni o emozioni che vive come troppo perturbanti, sia perchè piacevoli sia perchè doloroso: costruisce attorno a sè una corazza legata alla propria immagine e al proprio rapporto con il cibo, corazza che dapprincipio la protegge, ma che finisce per imprigionarla.

Bulimia

 

Per Bulimia si intende un disturbo del comportamento alimentare caratterizzato da una “sfrenata” tendenza ad abbuffarsi; la persona che soffre di bulimia tende a cercare di controllare il proprio desiderio nei confronti del cibo, finendo paradossalmente per esserne ancora più incontrollabilmente attratta. Nelle diverse varianti individuate all’interno dell’Approccio Breve Strategico (vedi Nardone, Verbitz, Milanese, 1999: Le Prigioni del Cibo. Milano: Ponte alle Grazie), la Bulimia è contraddistinta da un piacere incontrollabile nel mangiare e da una continua paura di perdere il controllo.

In alcune forme la persona riesce a controllarsi e ad imporsi un regime restrittivo per un certo periodo di tempo, per poi riacquistare peso tramite le abbuffate; in altre l’alternanza tra restrizione e abbuffata è questione quotidiana (come nel caso del Binge Eating). Quando si verifica un progressivo aumento del peso corporeo, spesso quest’ultimo costituisce una forma di protezione relazionale nei confronti degli altri, e contribuisce quindi a costruire una fortezza sicura dietro la quale la persona si barrica, contribuendo così al mantenimento del problema (vedi approfondimento).
 

Il Vomiting

 

Il Vomiting costituisce una peculiare evoluzione delle problematiche sopra menzionate. Le persone con problematiche anoressiche e bulimiche tendono a scoprire che vomitando possono controllare il peso corporeo anche dopo aver ingerito grosse quantità di cibo; in questo modo possono anche mettere tra parentesi le pressioni familiari e sociali ad alimentarsi adeguatamente.

Il vomito viene quindi inizialmente messo in pratica come una Tentata Soluzione rispetto al controllo del peso corporeo; con la ripetizione, esso diventa però una sequenza tanto proibita quanto piacevole, strutturandosi come una sorta di perversione legata al cibo. Tale sequenza è legata ad un piacere nascosto e talmente attraente da inibire la ricerca di altri tipi di piacere più ‘sano’, come quello relazionale, sessuale o progettuale, nel lavoro o nella scuola. Gli appuntamenti segreti con le abbuffate e le conseguenti vomitate divengono spesso i momenti topici della giornata, quelli da attendere con ansia e attorno ai quali ruotano le routine quotidiane.

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