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Giacomo Crivellaro | Psicologo Psicoterapeuta
Terapia Breve Strategica e Ipnosi
Firenze, Parma e Montevarchi (Valdarno)

Riprogrammare l’inconscio per aumentare l’autostima.

Visualizza il tuo obiettivo come già raggiunto.

Scrivi le qualità che sai già di avere.

Riconoscere ed eliminare le emozioni ed i pensieri tossici.

Sii altruista.

Trova il tuo scopo nella vita.

Sono solo alcuni dei suggerimenti che una veloce ricerca su internet mi ha permesso di trovare. I titoli dei post variavano da “Come aumentare l’autostima” e varianti (“Come accrescere l’autostima”, “Come migliorare l’autostima”, “Come sviluppare l’autostima” o “ritrovare l’autostima” in cinque, sei, sette, dodici mosse) a, naturalmente, interventi a pagamento del tipo: “Autostima: corso pratico in cinque lezioni”, “Seminario per l’autostima”, videocorsi su youtube, ed altri.

L’autostima si definisce come la stima autodiretta, cioè la valutazione che uno fa di sè stesso o delle proprie capacità. Metaforicamente, si definisce come “alta” una autostima positiva e “bassa” l’autostima che ha come risultato una valutazione negativa (vedi: inferiore ai termini di paragone a cui si riferisce).

 

Autostima: da dentro o da fuori?

 

Come ogni tipo di valutazione, l’autostima nasce da una valutazione interna, da una esterna (cioè dai feedback dal mondo esterno di ciò che facciamo) e dall’interazione fra le due. E qui nasce il primo problema: la gran parte dei corsi sembra focalizzarsi solo sulla prima, trascurando il contesto esterno e privilegiando l’aspetto intrapsichico. Non voglio dire che quest’ultimo non esista e non sia importante, ma da solo non basta.

 

E’ davvero così importante l’autostima?

 

Ancora dai vari articoli online, leggo che:

L’autostima è la base di tutto.

[…] E’ fondamentale per vivere meglio.

La fiducia in sè stessi e l’autostima hanno un ruolo fondamentale in tutti gli ambiti.

Una persona con alta autostima ha la capacità di affrontare al meglio qualsiasi problema.

C’è una correlazione fortissima tra autostima, successo e felicità.

Ciò che mi colpisce di queste formulette di cui Internet è ricolma, è che sembra che l’autostima sia come un capitale iniziale di cui disporre prima di poter ottenere qualche successo. Sembra che per poter fare qualcosa sia necessario avere una alta autostima, come se per poter imparare a guidare sia necessario possedere un SUV.

Ma se andiamo al di là delle frasi motivazionali, degli aforismi per trovare la giusta spinta la mattina, dei “realizza te stesso” o dei “esprimi il tuo vero potenziale”, vediamo che l’autostima è prima di tutto qualcosa che si costruisce. Ed è anche qualcosa di contestuale: addirittura, direi che si mi appassiono ad una nuova attività, una scarsa autostima delle mie capacità in quell’ambito sia perfino sana. Se decido che voglio imparare lo sci d’alpinismo, non ho bisogno di alcun corso motivazionale per migliorare la mia autostima: dovrò invece lavorare sulla mia capacità di equilibrio, sui miei riflessi, imparare a sciare fuoripista, sulla neve fresca, fare esperienze progressivamente più difficili con una guida esperta. All’inizio di questo processo c’è da augurarsi che io abbia una “bassa” autostima delle mie capacità: altrimenti, potrei mettermi in testa di essere abbastanza bravo da affrontare le vette più pericolose, ed è probabile che avrei a che pentirmene.

In tanti fanno invece dell'”alta” autostima una sorta di mantra, come se dovessimo costantemente autosuggestionarci per autoconvincerci di essere meglio di quanto non siamo: più bravi, più forti, più efficienti. Ricordo un post di una mia collega che raccomandava ai suoi pazienti di ripetersi, diverse volte al giorno, “Ti meriti il meglio, ti meriti l’amore ed il successo che desideri”.

Ricordo un altro mio collega il quale mi raccontava che a inizio carriera, quando non era nessuno, senza soldi, poche commesse e ancora meno soddisfazioni, si diceva invece: se non ho ancora raggiunto ciò che desidero forse è perchè non ho ancora fatto qualcosa che mi può avvicinare al mio obiettivo. Forse devo ancora imparare qualcosa. Forse la mia strategia deve essere migliorata.

Non cercava in alcun modo di autoconvicersi di essere già di valore (autostima “alta”), ma al contrario cercava di identificare cosa gli mancava, e si sforzava di migliorarsi. Ma tutto ciò non ha nulla a che fare con l’autostima, semmai con la disciplina.

Condotto in questo modo, infatti, il miglioramento dell’autostima rischia di non essere altro che la ripetizione, quasi come suggestioni ipnotiche, di formule posticce, quali: “sono degno di amore e merito il successo” oppure “sono una forza della natura, vinco su tutto”, mantra senza alcun fondamento nè forza.

Una serena e consapevole stima delle proprie capacità e competenze si può invece osservare in chi, senza rimpianti nè rancori, sceglie le proprie battaglie, sapendo quali ha la possibilità di vincere, quelle in cui potrà mettersi alla prova, e quelle che semplicemente non rientrano nel suo ambito. La serenità con cui accetterà i suoi limiti non scalfirà la sua forza, radicata saldamente nel mondo delle interazioni e non in qualche formuletta mentale.



Giacomo Crivellaro; Psicoterapia Breve Strategica e Ipnosi a Firenze, Parma e Montevarchi (Valdarno)
Psicologo Psicoterapeuta a Firenze, Parma e Montevarchi (Valdarno)
Sono Psicologo Psicoterapeuta. Diverse esperienze lavorative in alcuni ambiti della Salute Mentale mi hanno portato ad approfondire la Terapia Breve Strategica, approccio che considero il migliore, in ambito psicoterapeutico e non solo. Sono un curioso impenitente, un critico impietoso (anche verso me stesso, ahimè!) e un lettore accanito. Ricevo come Psicologo Psicoterapeuta libero professionista nei miei studi di Firenze, di Parma e a Montevarchi (AR), dove collaboro con il Centro ABA e Psicoterapia Valdarno della Associazione Vento a Favore, di cui sono socio fondatore. Sono Psicoterapeuta Ufficiale e Ricercatore del Centro di Terapia strategica di Arezzo.


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