E’ notizia di oggi due sentenze che negli Stati Uniti hanno riconosciuto sostanzioso rimborso a vittime delle politiche di Meta e YouTube, in grado di provocare dipendenza.
Lo ripetiamo da anni, come la pratica clinica ci ha ripetutamente mostrato: la dipendenza da social network (insieme ad altre dipendenze legate al mondo online, come quella da videogiochi o quella da shopping online) è estremamente pericolosa, specialmente per i minorenni. Rischiano di mettere completamente in stand-by la loro vita e la loro progettualità, in favore di un mondo online che, fin dalla sua nascita, anzichè fungere da specchio al mondo reale, mostra le persone come vorrebbero essere viste.
Ne ho scritto in tempi non sospetti in questo articolo, quando queste problematiche mostravano i primi, timidi, segni di vita ma erano ben lungi dal mostrarsi nella loro drammaticità attuale.
Quando l’adolescente si ritira dalla sua vita relazionale e progettuale, è fondamentale il ruolo della famiglia: troppo spesso i genitori, sebbene mossi dalle migliori intenzioni e timorosi di provocare un conflitto, stanno in disparte. Sperano che il problema sia “una fase”, che si risolva da sè, ma finiscono per osservare con crescente angoscia gli orizzonti del figlio stringersi e divenire pericolosamente anemici, asserviti ad un mondo parallelo che lascia sempre meno scampo. La verità è che in questi casi un conflitto è spesso un rischio ben inferiore alla naturale conclusione di questo drammatico processo: e cioè che il ragazzo o la ragazza, anche qualora si rendano conto di quanto è ormai spenta la loro esistenza, non sanno più da che parte ripartire.
Fondamentale è anche, per i genitori, non lasciarsi spaventare dalle “scenate” dei figli, che possono arrivare ad avere dei simil-attacchi di panico, con tanto di tremori, crisi di rabbia fino all’aggressività. Il funzionamento cerebrale di chi soffre di una dipendenza è a tutti gli effetti alterato (vedi Gallimberti, 2023): per questo motivo è molto difficile, soprattutto nelle fasi iniziali, che riconosca di avere un problema.
Riferimenti Bibliografici
Gallimberti, L. (2023). Guarire il paziente, curare la persona. Dalla clinica alla prevenzione delle dipendenze. Milano: Rizzoli.
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