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Giacomo Crivellaro | Psicologo Psicoterapeuta
Terapia Breve Strategica e Ipnosi
Firenze, Parma e Montevarchi (Valdarno)

[vc_row][vc_column][vc_column_text]Il piacere è l’istante in cui fugge lo scetticismo.
– Anna Kullick Lackner –

C’è una distinzione che trovo fondamentale e che penso sia estremamente importante quando si sta cercando di impostare la propria quotidianeità per raggiungere determinati obiettivi oppure semplicemente di incrementare il proprio Benessere, ed è quella tra piacere e gratificazione.

I Piaceri sono sensazioni gradevoli che hanno chiare componenti sensoriali e forti componenti emotive – le cosiddette sensazioni grezze. Allegria, eccitazione, godimento per il cibo, per il sesso o per un bel bagno caldo sono esempi di sensazioni grezze piacevoli.

Le Gratificazioni sono legate ad attività che ci impegnano a fondo, che ci appassionano talmente da permetterci di dimenticare momentaneamente chi siamo, l’ora, il giorno, gli altri impegni che ci aspettano. Mettono in stand by le nostre peregrinazioni mentali permettendoci di coinvolgerci a fondo in un’attivita’.

Come si può immaginare entrambi sono fondamentali per il benessere.

Come dice Erasmo da Rotterdam, “Questa vita si può chiamare vita, se ne togli il piacere?”, ed i piaceri, da quelli più semplici a quelli più elevati e complessi sono fondamentali per il nostro Benessere. Ci permettono di rilassarci e di goderci una pausa dalle nostre costanti ricerche di significato, non impegnano o stancano. Ironicamente poi sono proprio i piaceri proibiti quelli che attirano, dato che come dice il grande psicoterapeuta Giorgio Nardone “Se te lo concedi potrai farne a meno, se non te lo concedi diventerà irrinunciabile”; pensate che qualcuno ha addiritture detto che “Il grande merito della Chiesa è quello di aver reso il sesso piacevole proibendolo”! Allo stesso modo le gratificazioni sono ciò che ci permette di amplificare i nostri talenti e le nostre virtù, coltivarli e amplificarli.

Entrambi sono necessari, ma spesso li confondiamo. Se da un lato i piaceri ci forniscono una facile pausa di rilassamento per ‘ricaricare le pile’ essi comportano dei rischi, se presi da soli. A lungo andare provocano quella che, non a caso, in Psicologia delle Dipendenze viene chiamata ‘Tolleranza’. Si tratta del fenomeno in base al quale uno stimolo piacevole ripetuto tende a diminuire la sua capacità di provocare la reazione desiderata. Facciamo un esempio: tutti i fumatori hanno cominciato dalla prima sigaretta. Se le sigarette successive avessere provocato tutte la stessa reazione, non ci sarebbero fumatori incalliti, ma solo fumatori occasionali, perfettamente in grado di scegliere quando e quanto fumare. Purtroppo, se la prima è stata piacevole, le altre lo saranno sempre di meno, aumentando il bisogno di fumo fino ai livelli parossistici che possiamo vedere in alcune persone, quelle ‘da tre pacchetti al giorno’. Allo stesso modo, siamo immersi in una cultura che tende al risultato immediato: devo avere risultati ora, devo rilassarmi ora, e ora devo divertirmi. La capacità di aspettare pazientemente che i frutti delle proprie azioni, di ciò che si fa, germoglino e producano frutti non la insegna nessuno; l’umiltà di aspettare e lavorare con costanza, giorno dopo giorno è sottovalutata e persino banalizzata a favore di un cianciare rumoroso e spettacolare, che lascia però le cose come stanno. Tutto fa propendere verso la ricerca di piaceri, e meno verso le gratificazioni, che spesso tardano un po’ ad arrivare – dato che tra il momento in cui si pianta il seme e quello in cui germoglia si interpone un fisiologico lasso di tempo.

E allora?

Bilanciate! Un po’ gli uni e un po’ le altre: possibilmente i piaceri per ultimi, quando la giornata è già trascorsa, impegnata in qualcosa di significativo. Saranno allora la meritata ricompensa, la ciliegina sulla torta del benessere derivante dalla valorizzazione di voi stessi.

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Dott. Giacomo Crivellaro
Psicologo Psicoterapeuta
a Firenze e Parma

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Giacomo Crivellaro; Psicoterapia Breve Strategica e Ipnosi a Firenze, Parma e Montevarchi (Valdarno)
Psicologo Psicoterapeuta a Firenze, Parma e Montevarchi (Valdarno)
Sono Psicologo Psicoterapeuta. Diverse esperienze lavorative in alcuni ambiti della Salute Mentale mi hanno portato ad approfondire la Terapia Breve Strategica, approccio che considero il migliore, in ambito psicoterapeutico e non solo. Sono un curioso impenitente, un critico impietoso (anche verso me stesso, ahimè!) e un lettore accanito. Ricevo come Psicologo Psicoterapeuta libero professionista nei miei studi di Firenze, di Parma e a Montevarchi (AR), dove collaboro con il Centro ABA e Psicoterapia Valdarno della Associazione Vento a Favore, di cui sono socio fondatore. Sono Psicoterapeuta Ufficiale e Ricercatore del Centro di Terapia strategica di Arezzo.


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